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Dic 28 2018

Slow standards

Negli ultimi anni in molti hanno parlato di diverse politiche slow: slow food, slow life, ma forse nessuno ha mai parlato di slow web standard.

Fondamentalmente penso che ormai gli standard web siano veramente una cosa gigantesca, che se da un certo punto di vista permettono di costruire applicazioni sempre più complete e complesse, da un altro diventano estremamente difficili da seguire e introducono possibili rischi per la sicurezza e per la privacy.

Cominciai a scrivere per il web quando lo stato dell’arte erano HTML 4.01 e CSS 2.1 e ho assistito alla creazione dell’HTML 5 e di tante API che oggi gli sviluppatori danno per scontate e permettono di ottenere risultati un tempo ritenuti impossibili senza usare hack e/o javascript, da flexbox alle varie animazioni. Poi con gli anni un po’ ho perso la passione per lo sviluppo web, un po’ gli studi mi hanno assorbito il tempo, quindi non mi sono tenuto molto aggiornato.

Tuttavia, non è una mia impressione che le modifiche siano estremamente frequenti, infatti con HTML 5 hanno deciso di eliminare il numero e di trasformarlo in HTML Living standard una cosa che secondo me, anche sono anni che va avanti così, è sbagliata.

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Set 06 2014

Django

Ultimamente sto valutando i problemi di PHP, il linguaggio che ho usato più di tutti assolutamente negli ultimi 7 anni (o più).

PHP è un linguaggio in continua evoluzione: ho cominciato con PHP 4.4, da allora ci sono stati parecchi cambiamenti, per farlo diventare un linguaggio più orientato agli oggetti, tuttavia rimangono certi misteri come molti overhead aggiunti, sembra per niente, certe modalità di interpretazione tutte sue (vedasi operatore ternario).

Un altro buonissimo linguaggio è Python: è sempre libero e molto potente. Inoltre negli ultimi anni il suo uso per il web si è esteso parecchio.

Un nome associato a Python per il web è proprio Django, un framework molto interessante e utilizzato anche da Instagram.

L’ho sperimentato un po’, seguendo anche il tutorial sulla prima applicazione (un sondaggio) e ne sono rimasto davvero impressionato: è molto semplice e veloce da utilizzare. Bastano pochi secondi per poter creare un progetto e cominciare subito a lavorare.

Avevo utilizzato ancora un framework in PHP (CakePHP, se non sbaglio), ma non mi ero trovato benissimo.

La caratteristica da cui sono rimasto più impressionato è la gestione dei dati: non serve conoscere SQL, il framework crea automaticamente le tabelle e le query in base alle classi e ai metodi.

Ciò rende più facile anche l’utilizzo di una shell Python, che il framework prepara con tutte le impostazioni pronte e l’amministrazione.

Inoltre il Python mi ispira una grande versatilità: potrebbe essermi utile un processo diverso dal server web per elaborare dei dati, nonché l’integrazione con altri software, e con Django tutto ciò sembra parecchio semplice, in quanto fortemente modulare.

Non escludo di portare questo sito su Django, anzi, sarebbe parecchio interessante. Tra l’altro il VPS Classic 1 e l’hosting base di OVH hanno lo stesso prezzo, per cui sono ancora più allettato ;-) .

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Lug 06 2011

Come fare un menu “espandibile”

C’è un mio amico che si diletta a creare siti web e poi visto che io sono più esperto di lui mi chiede spesso cosa ne penso.

L’altro giorno ha aggiunto al suo sito un menu che con javascript apriva e chiudeva i sottomenu.

Quando mi ha chiesto: “Cosa ne pensi?” gli ho risposto “Una schifezza. Di grafica è anche bello però è anti accessibile…”.

È vero che ormai tutti i browser hanno javascript sempre abilitato, però c’è chi javascript non ce l’ha ed è molto più intransigente dei normali utenti: i motori di ricerca.

Visto che spesso mi fa delle sfide ho deciso di far vedere come creerei io un menu con questo articolo.

Userò un po’ di HTML, la proprità display di CSS e Javascript, precisamente il DOM e l’evento onclick.

La struttura HTML è molto semplice, anche se deve essere per forza fatta così: ogni menu è una lista ul e i sottomenu hanno un elemento span che fa da loro titolo.

È necessario che l’ul principale abbia un id, il resto viene estrapolato col DOM. Perciò si possono fare infiniti sotto menu.

Ecco un HTML di esempio:

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Set 07 2009

Il mio cms ideale

Ecco come dovrebbe essere il mio CMS ideale.

Legero. Il cms deve essere leggero! Su questo non c’è dubbio. Spesso questo sito che ha un errore 500.

Questo perché per le “ultime modifiche dal wiki” viene importato anche DokuWiki.

Simil-POSIX. Praticamente ha delle funzionalità che ricordano un po’ il sistema GNU Linux.

Superuser. Questo ci sta bene! Serve un super-user che possa avere accesso al pannello di amministrazione completo e che non possa essere bannato.

Dipendenze. Anziché implementare 500mila classi, è meglio che di dipendenze ce ne sia solo 1. Questo per esempio riguarda il bbcode o json o una classe per fare i feed rss.

Tutto integrato. Mi dà fastidio vedere una parte di sito con un template, un’altra con un altro e mi dà fastidio che gli utenti non siano gli stessi.

Essenziale come contenuti iniziali. All’inizio serve solo questo: pagina 404, gestione utenti.

Buone impostazioni per i permessi. I permessi li voglio settare dettagliatamente!

Ogni modulo deve avere almeno 4 file per 4 fasi. La prima deve essere la configurazione. Il file deve essere tipo conf.php. La seconda deve essere la chiamata che fa il lavoro, aggiunge moduli etc… La terza deve essere il display, cioè la fine della pagina: cosa rispondere come output? La quarta è opzionale quando è un modulo chiamato direttamente, infatti serve per quando è chiamato come dipendenza. Che file devo caricare in caso di dipendenza? Cosa devo fare?

Per il momento è tutto quanto…